giovedì 5 giugno 2008

Sono andato martedi sera a vedere il film. Piu' che un film, un documentario. Quel pazzo di Emir Kusturica ha davvero fatto un lavorone, ha seguito il pibe per quasi due anni assemblando interviste, filmati di repertorio mai visti da nessun'altra parte, un reportage sull'allucinante "Chiesa Maradoniana" (davvero dei pazzi nel senso buono del termine ), le immagini della protesta contro la visita di Bush a Mar del Plata in occasione del vertiche delle Americhe, al quale el pibe partecipo' al fianco di Chavez e Evo Morales, spezzoni d'infanzia e momenti di vita quotidiana ripresi spontaneamente e senza nulla di preparato.

Una parte del film e' ovviamente dedicata ai trascorsi nel Napoli. Ci sono immagini del suo ritorno a Napoli per l'addio al calcio di Ferrara (le telecamere di Kusturica erano nella camera d'albergo di Maradona dalla quale il Dio del calcio saltellava assieme ai fratelli napoletani che dalla strada urlavano "chi non salta Ferlaino é"), un collage di goal in maglia azzurra e tratti d'intervista esclusivamente sul suo periodo azzurro. Per me che sono nato a Torino e odio la Juve più delle zanzare che ti ronzano vicino l'orecchio di notte, quando gli ho sentito dire queste parole (all'incirca):
"Quando sono arrivato in Italia sembrava impossibile che una squadra del Sud potesse vincere contro una del Nord...nessuno si e' impegnato quanto me per portare vittorie al Napoli. ANDAVAMO A TORINO A FARGLIENE 5 ALLA JUVENTUS IN CASA, LA SQUADRA DEGLI AGNELLI, TI RENDI CONTO?"
non vi dico gli orgasmi multipli provati per questo riferimento.
La parte più toccante, se così si puo' dire, e' quella riguardante il suo rapporto con la droga. Accuse alla FIFA per averlo incastrato ai mondiali del 94 a parte, e' davvero allucinante notare con quale lucidità tratti ora l'argomento. Racconta, nel film, di aver bisogno di guardare i filmati che la moglie Claudia ha realizzato durante i compleanni delle figlie, perche' lui non ricorda niente in quanto sempre sotto l'effetto di sostanze. Rimpiange di essersi perso interi tratti della sua vita. Sapeva, parole sue, che avrebbe sfondato nel calcio, che avrebbe vinto il mondiale (sempre parole sue "ci sono i filmati", tutti lo conosciamo ma lo posto comunque http://it.youtube.com/watch?v=nbbO8dbcv1o, al 5° minuto). Ma ciò che non sapeva e che sarebbe diventato dipendente dalla cocaina. E nelle battute conclusive ne spara li' una, fantastica, che non solo fa riflettere chi lo ama, ma anche chi da vero cerebroleso abbia mai messo in relazione anche solo lo 0,000001% del suo talento con le droghe che assumeva
CHE GIOCATORE SAREI STATO SENZA LA COCAINA. COSA CI SIAMO PERSI...
Dio

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